Translate

martedì 18 febbraio 2020

BOTTE FRA AMICI

Le amicizie a volte
Vanno inquadrate
Le botte col mio amico e compagno di scuola

Uscito da scuola elementare di Cappelletto, classe unica terza 'A' mista.
Dopo una interrogazione, non imparziale ma di parte,  da parte del maestro, con voto di preferenza a favore del mio amico, per via del coniglio pulito e portato al maestro da sua madre, volarono le parole; "voto del coniglio, voto del coniglio".
Dopo un po' di schermaglia di parole, iniziano gli spintoni, una caduta con rialzo agguerrito, spintoni sempre più forti, al primo dolore cominciano i pugni, accerchiato dai compagni di classe che incitavano la lotta, eravamo protagonisti, la zuffa finì alla pari un po' malconci e con qualche goccia di sangue, uno sguardo dietro al cerchio degli incitanti per vedere se c'erano genitori, parenti o maestri, con le inevitabili conseguenze del caso, nessuno, meno male, la questione finisce qui.

Rimanemmo amici più di prima, fu solo dopo a crescita avvenuta, che ci fu il cambiamento dei nostri pensieri su ciò che è morale, che divise le nostre strade.

La seconda zuffa e ultima, della mia vita, (lo spero), fu all'oratorio di San Giovanni, partita di calcio tra amici della parrocchia, 13 anni, ho un fisico ben piantato, con l'animosità di chi vuol vincere, calci nelle caviglie e negli stinchi tipico dei non professionisti.
Uno di questi più diretto ad un giocatore sfidante, che esplose, letteralmente divenne una furia, sembrava il gatto quando perde la sesta vita, mi colpiva ripetutamente in velocità, ovunque, cosa mai vista, io mi difendevo bene, fino a quando ricevetti il colpo di grazia, un calcio ben assestato al basso ventre, la dove non dovrebbe mai battere il sole, mi piegò in 2, ero senza fiato.
Era un calcio malizioso che suo padre gli aveva insegnato ad usare (tipo un colpo di karate) per vincere in una disputa, il classico colpo ingannevole, a sorpresa.
Costui, ricordo bene il suo nome, perché, nei suoi anni migliori, divenne sindaco di Alba, fece un'ascesa di prepotenza. 

Il mio pensiero attuale, è 'c'è ancora del tempo, come si dice 'il punto si misura a bocce ferme''.
Sono episodi di gioventù non necessari per maturare il carattere, anzi, imbruttiscono l'armonia della giovinezza.
Ciò che eleva la formazione del ragazzo sono le risposte logiche che riceve via via che se le pone, diventando sempre più profonde.
Il consiglio saggio dice:
Ecclesiaste 12:1 "Ricorda, quindi, il tuo grande Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni difficili e che arrivino gli anni in cui dirai: “Non provo alcun piacere in essi."
L'amore giovanile verso Dio, è un tutor anche in vecchiaia.

En.. di Ab....


Nessun commento:

Posta un commento