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martedì 18 febbraio 2020

IL TURISTA COL SUO PROGRAMMA

All'uomo non solo piace la bellezza, 
ma la scolpisce anche
IL Programma e il Turista

Il padre ha programmato da casa  la visita alla figlia che sta a Roma facendo il giro del Mediterraneo con durata 2 settimane, facendo tutte le prenotazioni mediante il computer, in Internet.
Partenza a fine Settembre con la moglie da Cortemilia con imbarco auto a Genova per Palermo dove ci fermammo 3 giorni da turisti, poi in auto sull’autostrada fino a Messina, imbarco auto per Salerno col traghetto "Caronte" (notte da incubo con mare forza 8)  da Salerno si riparte in auto per due notti nel resort 'il glicine' a Furore, sulla costa amalfitana, con vista stupenda sul mare, poi escursione in macchina con un giro a otto sulla penisola Sorrentina, Castellammare di Stabia, Sorrento, Positano, dove ci riempiamo occhi e mente di una natura meravigliosa e incontaminata, facendo tappa in diverse piccole aree di sosta panoramiche, in una di queste ad un chioschetto invitante comprammo una bottiglia di limoncello DOC .
Pagato il resort a un prezzo ragionevole, si riparte in auto: Vesuvio, Napoli, Terracina , Circeo e Sabaudia, (dove ho fatto il corso da militare AUC, con ricordi belli e brutti) e infine Roma, pranzo alle “Tre lanterne" luogo in cui anche l’Apostolo Paolo aveva fatto tappa, al pomeriggio incontro con la figlia e il genero, saluti..... abbracci.... lacrime ed emozioni piacevoli.
Giorno dopo, inizio come turista a Roma per 1 settimana, poi rientro con visita lampo a Orbetello.
Descrivo il giro turistico a Roma con visita al Colosseo, fori Imperiali, piazza Venezia, fontana di Trevi, piazza di Spagna, Villa Borghese ...san Pietro... il cupolone cappella Sistina e le gallerie del Vaticano, tutte opere dell’uomo, quante cose belle ha fatto l’uomo!
E così il giorno dopo e quello dopo ancora.... , un giorno durante il giro turistico ci imbattemmo in un violento temporale ora chiamato bomba d'acqua, io e mia moglie ci riparammo sotto un androne di un hotel e vedemmo passare i gruppi di turisti che spuntavano dagli angoli delle vie con passo rapido e seguivano le loro rispettive guide, giapponesi, tedeschi, americani, polacchi ……  pochissimi avevano indumenti adatti vedevo ombrelli rovesciati per il vento, buste di plastica in testa e  con i sandali ai piedi nelle acque melmose che scorrevano in discesa dalla via del Quirinale giù verso la fontana di Trevi, con rumore fragoroso, eppure tutti seguivano la guida in fila compatta nessuno era indietro distaccato dal gruppo.
Perché tutta questa tenacia? Forse per paura di perdersi? Oppure per non tralasciare qualche monumento? Oppure perché havevano già pagato il servizio? ...e poi un'idea lampo mi chiarì il perché.
Li osservavo dal mio androne e anch'io turista come loro ho avuto la risposta.
Il popolo dei turisti è un grande popolo..... nulla lo può fermare ....nessun temporale ne stanchezza ne febbre e neppure le zone di guerra come per esempio Israele o l’Egitto o altre nazioni quando ci sono tafferugli o peggio. IL perché?
Perché hanno un programma.
Ecco cosa significa il turista con un programma.
Il popolo dei turisti in quanto a seguire un programma è  forte, è resistente, sta sempre bene, è pacifico, è gioioso.
Fare i turisti è un vero toccasana, quando c'è un programma.
En.. di Ab….
NB. Perché la sigla? Perché considero intelligente e riflessivo colui che è arrivato a leggerla pertanto l'ha già capita.

Vedi anche:

En   di Ab

MARIO MIO AMICO

Stare insieme senza timori
Naomi e Rut, suocera e nuora,
personaggi biblici con un'amici
zia granitica
IL MIO AMICO MARIO

Con lui mi trovo a mio agio, perché di lui mi fido.
I veri amici si confidano, dicendosi per primo le cose che non vanno, senza timore o paure di offendere od offendersi.
Il loro parlarsi non è a senso unico, ma un doppio senso alternato.
I veri amici si cercano e hanno piacere di dirsi l'ultima.
Il loro camminare è un percorso insieme.
In loro non c'è malizia o doppi sensi che generano incomprensioni, ma la limpidezza del laghetto di montagna.
La sofferenza di uno la prova anche l'altro, e le gioie le vivono insieme.
La stessa amicizia esiste fra le donne, classica fu quella fra Rut e Naomi, come si legge in:
"Rut disse [a Naomi]: “Non pregarmi di lasciarti, di rinunciare a venire con te; perché dove andrai tu andrò anch’io, e dove passerai la notte tu la passerò anch’io. Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio il mio Dio. Dove morirai tu morirò anch’io" Rut 1:16
Questo si che è attaccamento, vera amicizia.
Un saggio sintetizzo l'amico così:
"Il vero amico ama in ogni circostanzae si dimostra un fratello nei momenti difficili." Proverbi 17:17
Grazie Mario per la tua amicizia.
En.. di Ab....


SPIEDO SARDO

Serve per una buona causa 
rafforzare l'amicizia 
di un gruppo

SARDEGNA E L'USANZA CAMPESTRE

Terra di pure bellezze incontaminate.
Spiaggia bianca con acqua cristallina di Coda Cavallo, con all'orizzonte l'immagine fissa dell'isola di Tavolara.
Acque smeraldine profonde solo 70 cm con numerosi pesci e pesciolini di svariati tipi e colori, guizzanti come i pesci che sfrecciavano  fra le gambe sfiorandole e toccandole dandomi un sussulto.
Mare e terra non contaminati, dalla sua polvere sono emersi uomini di bell'aspetto, nerboruti, e schietti, fra di loro ci fu R. un grande lavoratore, piastrellista di grande talento e precisione, posava pavimenti a 45 gradi, distanziati con una linea perfetta anche a 50 metri e più.
Ex ballerino di boogie woogie con sua moglie, il suo hobby era lo spiedo sardo, fare un accumulo di brace e vicino impiantare lo spiedo con su infilzato il maialetto o pecora e poi farlo roteare fino alla sua completa cottura.
Mi ricordo diversi episodi, ve ne menziono almeno 2.
Il primo fu in un vecchio maniero nella zona di Vesime, con terrapieno panoramico, di proprietà di una cara amica T. vedova ma molto ospitale, che preparò un lungo tavolo sotto il porticato in legno, il porticato, era tutto incorniciato di Buganvillee fiorite, col prato e alberi da frutto sul davanti, un luogo romantico e di pace.
L'ospite d'onore era Franco e sua moglie, in visita, io procuravo la legna e R. faceva tutto il resto.
Un pranzo veramente squisito, con antipasti preparati a regola d'arte dalle mogli e da T. il tutto innaffiato dal Cannonau, un robusto vino sardo di qualità.
Famiglie al completo coi figli che correvano nel prato, con le loro risate che si mischiavano al canto degli uccelli, e al placido discorso degli adulti.
Ricordi bellissimi condivisi con amici a cui sono molto affezionato.

Il secondo episodio dello spiedo sardo che voglio menzionare, fatto nei pressi del Todocco, in compagnia di circa 50 amici, luogo religioso con il santuario dedicato alle 'figlie della Madre di Gesù' [un titolo che è un mezzo enigma], meta e traguardo di pellegrinaggi a piedi da Cortemilia o da Dego.
La festa non fu priva di intoppi, ci furono alcuni imprevisti, i partecipanti furono molto più numerosi del primo, ambiente meno propizio e ristretto, e leggermente confusionario, tanto che il porcello (il maialetto) che si presentava con una vista così accattivante, rosolato come una melagrana matura, ci invogliò a fare un prematuro assaggio con un lauto boccone fumante.
Dopo un primo crok crok, ci fu una delusione totale, l'assaggio era al gusto di caramella.
Nel parapiglia anziché prendere il barattolo del sale fu preso quello uguale dello zucchero.
Tutti provarono l'assaggio, quanta delusione, la festa era a rischio.
Provammo ad assaggiare il resto, il galletto, il cappone, lo stesso gusto di caramello, ohibò che gustaccio, si salvarono l'anatra, e il pollo, e il coniglio, perché messi per ultimi e non ancora salati, anzi zuccherati.

Va da se che questi ultimi, una volta seduti a tavola e dopo che uno per tutti, ha ringraziato Dio della bellissima compagnia e giornata, finirono in fretta, rimanevano tante verdure, che come dice la volpe dell'uva è posta in alto, e le verdure fanno tanto bene.
Tuttavia la festa fu molto gioiosa, avevamo un argomento in più su cui scherzare e ironizzare.

Come nel primo episodio, il regista dello spiedo era sempre R. ma non fu lui il responsabile del caramello, ma fu una manina anonima, meno male che non si seppe, altrimenti sarebbe stato preso a bersaglio.
Io so che non sono stato io.

Tutti questi ricordi, mi sono saliti alla mente perché la settimana scorsa durante una visita a un conoscente, nel loro cortile in comune, c'erano un paio di famiglie romene che stavano facendo proprio lo spiedo sardo, con un bel maialino che dal solo profumo si capiva che era già mezzo cotto, segno che l'usanza ha sconfinato.
Uno degli uomini ha menzionato, la birra ichnusa, allora feci anch'io la battuta sul (filo 'e ferru), [cioè una bottiglia di grappa legata con un filo di ferro e sotterrata con la sola fuoriuscita del filo, pratica usata in un tempo di proibizionismo del governo sabaudo del 1874, e utilizzata dai furbi isolani per poter distillare in sicurezza il loro buon vino].
Lo scambio di battute ha fatto brillare i loro occhi, ora esprimevano il desiderio e l'aspettativa di una gustosa mangiata con gli amici.

Agli inviti di R. e di sua  moglie ci si andava tutti sempre con molto piacere.
Tuttavia il ricordo migliore che ho di Lui, è la sua mitezza, la sua fede, la sua operosità e disponibilità al volontariato, se c'erano pavimenti da fare per un'opera in comune lui c'era.
Fu sempre apprezzato da tutti con parole di affetto.
Gesù disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me, anche se muore, tornerà a vivere; ....... Tu ci credi?”
 R. ci credeva, se ci sarò anch'io, ci rivedremo.

GIOIE AMARE

Vortice di stelline

I MORTARETTI

65 anni fa un mio parente di secondo grado, proveniente dalla città, aveva 14 anni, 7 più di me, ospite per alcuni giorni a casa nostra allestì uno spettacolo pirotecnico sotto il noccioleto vicino casa, che dopo averlo visto, pensando che aveva usato i suoi soldi, mi divenne simpatico.
I botti erano bellissimi di tutti i colori, esplodevano in alto con un grande botto e una fontana di scintille vibranti che si spegnevano prima di toccare terra. 
In basso legate tra due alberi di nocciole partivano le girandole velocissime che sprizzavano stelline bianche frizzanti che illuminavano d'argento la faccia dei presenti.
Bellissimo spettacolo di mezz'ora con me in prima linea.

Quello fu anche il periodo che tramite la scuola e la promozione dell'assicurazione INACASA, avevano convinto i miei a fare un conto risparmio giovanile con la maturazione degli interessi che aumentavano via via che passavano gli anni, dandomi, per invogliarmi, un salvadanaio fatto a casetta tricolore, giallo, verde e rosso, io ero attratto dalla casetta che mi piaceva un sacco, e quando il salvadanaio era pieno, li versavo in banca.

Il giorno dopo lo spettacolo dei botti, un cliente dell'albergo, dei miei genitori, conoscendo la mia passione per il risparmio, mi diede 100 lire da mettere nel salvadanaio, ringraziai e mi misi a correre su per le scale, pensando: "chissà se entrerà ancora questa moneta?" sapevo che la casetta era piena, la cercai velocemente ma non la trovai, allora cercai meglio niente, non c'era, allora la cercai riflettendoci su, sopra, sotto, nuovamente sopra, è ancora sotto, non sopportavo il pensiero che non c'era, perché mi era stata rubata, ma purtroppo era così, e mi misi a piangere ed urlare, disperato mi sentivo sprofondare.

Tutti cercavano di consolarmi, finché un cliente seduto nella hall, quello delle 100 lire, osservatore e di lunghe vedute, mi disse: "Ti sono piaciuti i botti di ieri sera? Sono costosi sai".
Un lampo e capii il [CHI] era stato, la gioia si mutò in amarezza, e la simpatia divenne odio.
Corsi a cercarlo per affrontarlo e avere chiarimenti, era sparito come lo era il salvadanaio.

I miei mi convinsero a soffocare la questione, perché non esisteva nessuna prova certa che fosse lui, e anche perché poteva diventare pericolosa.

Passarono gli anni al 21nesimo mi accinsi a recuperare i risparmi versati all'INA assicurazioni, andai alla banca per il prelievo pensando di avere risparmiato circa 500 mila lire, ma purtroppo mi fu restituito solo 16 mila lire, fu un pugno nello stomaco e il progetto che volevo fare con quei risparmi, fu incenerito, le spese bancarie di 14 anni avevano prosciugato i risparmi.

Ora ditemi voi la differenza tra il ragazzo di mano lunga e l'assicurazione di lunga lingua biforcuta? Ditemi quale dei due si comportò meglio?
Il giovane sparava petardi, e l'assicurazione sparava parole distorte?
A favore del mio parente sta' il fatto che Lui ha condiviso con tutti, la banca no.

Se si dovesse applicare la legge del taglione della mano, si applicherebbe anche il taglio della lingua?

La speranza di un futuro migliore che si trasmette al giovane è forse ingannevole?

Il futuro migliore esiste, dobbiamo prendere a prestito la natura e la sua realtà.
La crisalide deve fare un grande sforzo per uscire dal bozzolo e diventare una bellissima farfalla.
Il giovane non diventa farfalla per grazia ricevuta, ma col suo impegno sudato.

Invertendo il titolo, 'dopo l'amaro, le gioie' e lasciando le amarezze dietro, dopo la fatica si proverà la gioia di essere farfalla.
Salmo 37:11  "Ma i mansueti erediteranno la terra e proveranno immensa gioia nell’abbondanza di pace."
Questo si che sarà un grande e bellissimo mortaretto.

En.. di Ab....


ESSERE RICCHI CON POCO

Il principe e il povero

PERCHÉ L'IDEALE È NON ESSERE RICCHI NE POVERI

IL povero è odiato e il ricco spopolato, avere tutto il necessario è la cosa migliore.
45 anni fa mio padre ha diviso i suoi beni  in eredità a noi figli. 
Io ero all'inizio dello studio del libro di saggezza, avevo comunque già compreso che i beni materiali non contano molto, così per semplificarmi la vita, ho proposto a mio fratello di farmi un'offerta su una parte dell'eredità. 
Premetto che ho rispetto per i miei parenti e quindi li apprezzo molto.
Mio fratello, penso io, per scoraggiarmi a desistere da questa offerta, mi propose un compenso piccolo, diciamo un decimo; io accettai comunque,  e non feci mai più riferimento all'episodio fino ad ora che metto nero su bianco.
Vi starete chiedendo se dopo 45 anni sono ancora convinto di aver fatto bene.
 La risposta è si, non ho rimpianti, anche se a volte mi sfiora l'idea che ho deciso anche per i miei figli, e che qualcuno di loro potrebbe pensarla diversamente.
Tuttavia quella decisione mi ha arricchito dentro, non ho mai più avuto quella senzazione  dell'avidità.
Ero un accanito giocatore d'azzardo, frequentavo sia il casinò di Saint-Vincent che Sanremo, un grosso problema superato proprio in quel periodo. 
Dopo tanti anni ora penso di essere stato un Pinocchio che ascoltava il gatto e la volpe credendo che le sue monete d'oro crescessero sull'albero nel campo dei miracoli, così io pensavo di vincere ai casinò, (le regole sono fatte con una bilancia truccata con due misure 36 a loro favore contro i 35 per me,  è lo zero in + che fa la differenza), ero un vero allocco.
Quella rinuncia non mi ha impoverito perché ho tutto lo stesso : anni di vita vissuta, salute, una bella famiglia altruista, impegnata nel sociale. 
Vivo in pace, ho una moglie e 3 figli che mi amano, cosa più importante, ho una buona relazione col mio Creatore e la sua benedizione.
Si materialmente non possiedo molto, ma sono ricco di cose preziose e ne sono consapevole.
En.. di Ab....


LA MENTE DEI BAMBINI

Ci credevo
totalmente

L'IMMAGINAZIONE

Mio padre comprò una pompa manuale per il travaso del vino.
Aveva due ruote, una tavola bassa per salirci coi piedi, e una leva da utilizzare per il pompaggio.
Io, 5 anni, la guardavo con meraviglia, era nuova.
Chiesi a mio padre a cosa servisse, mi rispose: "è come una macchina e se tu pompi lei va avanti"
All'una del pomeriggio, appena finito pranzo, con la macchina nella testa, sgattaiolai in cantina, e cominciai a pompare, si muoveva un po' avanti e un po' indietro, ma le ruote erano sempre allo stesso posto, allora scendevo e la spingevo manualmente 20 cm avanti pensando che servisse per innescare la partenza, così feci 50 m tanto che uscii dalla cantina, non funzionava e intuitivo che era una menzogna, ma determinato a voler credere a mio padre che non mi aveva mai mentito continuai fino alle 4 del pomeriggio.
Il momento in cui mio padre uscì sul balcone, e mi vide nel cortile con la macchina nuova, fu di ghiaccio per me, mi disse: "cosa ci fai con la pompa nuova li nel cortile? quella non va avanti, ma serve solo a pompare il vino, riportala in cantina" e i miei fratelli più grandi di 10 e 11 anni ridevano di gusto a pancia piegata. Rimasi sconcertato, pensieri contrastanti mi frullavano nella mente, 'mi ha preso in giro ' -'non gli voglio più bene' - 'non è la macchina che immaginavo io - 'sono stato uno stupido a credergli' - '3 ore ho pompato come un cretino', mi vergognavo di quello che avevo fatto, nel contempo mi sentivo umiliato, deriso, tradito e ridicolizzato, non solo sono stato ingannato da una bugia, ma ho dovuto ammettere a me stesso di essere un ingenuo credulone, e la cosa più triste è che mio padre ha perso quell'immagine che ammiravo tanto.
Questo episodio che ho stampato nella memoria dei ricordi come se fosse avvenuto ieri, mi ha amareggiato l'animo, portandomi giù a questo reale mondo di menzogne, in un attimo, ho perso tutto il mio mondo.
Affermo con convinzione che specialmente ai bambini non si devono raccontare bugie, e non si devono prendere in giro.
Come è scritto:
"Così non saremo più bambini, sballottati dalle onde e portati qua e là da ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo di stratagemmi escogitati con astuzia" Efesini 4:14
I bambini sono indifesi anche mentalmente.
Ed è anche pericoloso dargli dei poteri, tipo, dargli un'arma, o metterlo su un piedistallo per le cose che esprime contro la società, il bambino che viene esaltato troppo, si indurisce.

En.. di Ab....