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giovedì 6 agosto 2020

NAPOLI VISTA DA UN TURISTA IN 3 DIVERSI VIAGGI

Limoni di Procida

NAPOLI: RIFLESSIONI BELLE E ANCHE  BRUTTE


COSE BELLE

L’OSPITALITÀ
Prima volta a Napoli, io (28 anni, nel 74) mia moglie e Luca di 1 anno, visita a sorpresa a Manfred e a sua moglie due tedeschi che alloggiavano in un monolocale in Napoli Fuorigrotta, felici di vederci ma anche preoccupati per noi, si sono attivati all’istante e insistito molte volte affinché fossimo ospitati dalla famiglia Nasti la moglie napoletana doc e il marito trentino, per me che sono piemontese fu una rivelazione; era la prima volta che ricevevo un’ospitalità così calorosa da persone sconosciute mai viste prima, che ci hanno messo a disposizione la loro camera da letto , la loro ospitalità mi è rimasta così impressa che dopo 43 anni me la ricordo come se fosse ieri.
Ulteriore ospitalità: seconda volta a Napoli quartiere Sanità a monte della via CUI (Corso Umberto I) ospiti su invito di Ciro e della sua carissima famiglia, in un attico nel quartiere Sanità a metà collina con vista sul Golfo, sono stati così graziosi, ci hanno fatto visitare alcune cose belle di Napoli, con loro ci sentivamo al sicuro perché ci spiegavano come evitare i pericoli.

LA BELLEZZA DI NAPOLI
Tutto il Golfo di Napoli è un luogo meraviglioso che da gloria a colui che l’ha creato.
Salita sul monte Faito con vista panoramica stupenda sia durante la corsa con la funivia che arrivati in cima.
Visita a Sorrento una cittadina come una fioriera.
Visita a Posillipo con foto dal luogo dove c'era l’albero di pino marittimo quello delle vecchie foto souvenir, ormai sparito perché seccato, fatto foto del Golfo e Vesuvio, è sempre un bellissimo panorama.

Nel Golfo ci sono molte Isole una più bella dell’altra
Visita all’isola di Procida , che abbiamo attraversato a piedi coi limoni pendenti sulla testa, grandi come la palma della mano, è anche l’isola del carcere dove c’erano Mannino e Moreno che si erano convertiti, e che noi non avevamo mai conosciuto prima (ex braccio destro del bandito Giuliano)  insieme a Manfred che li visitava parlandogli della Bibbia li abbiamo trovati bene e loro ci hanno fatto il caffè nella stanza del custode.
Visita all’isola di Ischia bella come uno smeraldo, fatto il giro turistico sulla circonferenza dell’isola in senso antiorario con partenza dal porto d’arrivo della nave, con tutti i suoi precipizi e rasetti che faceva il pullman contro le rocce sporgenti nelle curve, (e l'oooh! in coro dei passeggeri necessario per scaricare lo stress) e dopo una di queste curve siamo rimasti a bocca aperta quando davanti ai nostri occhi si presentò l’isolotto Sant’Angelo attaccato all’isola come un corto cordone ombelicale, pure l'olfatto ne gioiva, perchè dai finestrini entravano i profumi aromatici del mediterraneo.
Visita a Capri e grotta azzurra, un'emozione indescrivibili.
Visita a Pompei ed Ercolano, robe vecchie e polverose, la cosa positiva è che ci raccontano la vita lussuriosa e drammatica che facevano i suoi abitanti vissuti circa 2000 anni fa, il 24 Agosto del 79 d.C. la loro vita cessò con un soffocamento bruciante di ceneri vulcaniche, ci insegna che esistono luoghi pericolosi da  viverci con la valigia pronta.
Napoli è molto confortevole perché ha un clima di fine Agosto quasi perenne, pensate che a Dicembre quando siamo andati noi nel primo viaggio, all'hotel dove abbiamo trascorso una notte, il riscaldamento era spento anzi mancava del tutto.
Grazie al suo clima esiste una vegetazione da giardino dell’Eden.
Tutto il Golfo di Napoli è un luogo meraviglioso che da gloria a colui che l’ha creato.

COSE BRUTTE
 [Non voglio parlare: delle mie borse di nylon, (non sapevo neanche cosa erano le valigie troller), della carne puzzolente che mi ha rifilato il macellaio, delle ultime boccate di fumo, del prestito, del cappuccino preso sulla nave e rimasto in gola, o dell’acquisto di fichi presso una bancarella, che al mio primo accenno di protesta perché metà erano marci, siamo stati circondati da 3 energumeni provenienti da 3 direzioni diverse, che ci hanno fatto subito desistere dal contestare.  O dello scambio delle 100 mila lire veri con quelli falsi presso la pasticceria che si trova dentro la bellissima galleria Umberto primo,  dopo aver preso 5 babà ho pagato con 100 mila lire veri e la donna dopo aver fatto passare le mani e la banconota sotto il banco, sbotta dicendomi che sono falsi e mi restituisce quello falso, [in altre parole, (fregato)]
Ma voglio parlare del guasto della macchina nuova ‘Regent marca inglese’ (uscita difettosa di fabbrica mancava un piccolo fermo a un perno del cambio) risultato rottura della coppa dell'Olio durante uno spostamento e con fuoriuscita totale dell'olio, rabbia e disperazione, carro attrezzi e pensiero ossessivo di come fare per risolvere il problema.
Meccanico specializzato ???    Pensate che è riuscito a montare il cono del cambio al rovescio, risultato un ritorno col continuo rumore (grrr....grrr..) sono arrivato ad Alba (mezzo miracolo) col cono ormai cilindrico e olio impregnato di segatura d’acciaio [così mi ha detto il direttore della concessionaria Sig. P....]

Vi racconto ora dei scippatori durante il terzo viaggio, (Napoli porto di Beverello) salita sull’autobus in contemporanea altri 3 insospettabili, che poi capii che erano lestofanti (solo l’autista timidamente mi disse di prendere il prossimo) uno dei tre durante la salita e prima della partenza dell’autobus già mi aveva rovistato le 15 tasche del marsupio, l’ho capito in seguito perché avevo tutte le cerniere aperte. Appena alla fermata dopo, il rovistatore di mezzo colore tipo mulatto, già scese, dopo un po’ si attivò il secondo del gruppo aprendomi lo zainetto sulla schiena e percepii che infilava la mano e rovistava anche lui, a questo punto capii di essere sotto bersaglio, avendo sentito qualcosa alla schiena mi voltai e vidi per primo gli sguardi dei passeggeri che puntavano con occhi sgranati un tizio, il ladro, ma rimanendo muti; forte di quelli sguardi che capii che erano dalla mia parte dissi a mia moglie “fa attenzione ci sono dei ladri” da quel momento ci siamo messi spalla a spalla. In questa posizione ho riflettuto sugli  avvenimenti appena successi  e mi sono dato dell’ingenuo e di voler fare il furbetto perché a Napoli non ci si esibisce da turisti (cartina aperta, macchina fotografica, occhiali neri, occhi spalancati per vedere tutto, sguardo all'insù’, marsupio gonfio, collane e orologi luccicanti……) ma è necessario fare tutto il possibile per passare inosservati e nullatenenti. Inoltre nel riavvolgere le idee mi ricordai di aver attivato il terzo della banda che in effetti era poi il primo alla fermata bus di attesa, perché quando avevo aperto la cartina turistica in modo esagerato, notai li per lì senza pensarci un giovane (quello che poi mi rovistò lo zainetto) che estrasse il cellulare è chiamò il compare dandomi l’impressione che lo avvisava di una situazione favorevole, 10 secondi dopo arrivò il mulatto menzionato prima (non sono razzista, è solo per focalizzare di botto la scena) e si scambiarono qualche parola, e iniziò la trappola. Tornando al secondo che mi rovistò lo zaino (sono sicuro perché la seconda volta che lo fece, vidi la sua mano che ne usciva), questo non mi mollava, ma continuava a pedinarmi guardando di brutto (non gli andava giù di non aver trovato niente), mi stava incollato sull’autobus stracarico, il terzo ci seguì lungo tutto il percorso, dal Castello Maschio Angioino fino alla stazione di Piazza Garibaldi quella era la mia fermata, scese anche lui, noi rimanemmo fermi con un po' di palpitazioni, finché non si dileguò.
A dirla tutta io inconsciamente volevo provare quell’esperienza per dimostrare di essere ‘svicio’ infatti mi ero preparato, mettendo i soldi nel calzino sotto i piedi e in parte sulla pelle in un borsino che mi ero fatto io, mia moglie indossava solo bigiotteria, comunque a posteri è stata un’esperienza stupida e pericolosa che non farò mai più, (fare da esca per un'emozione).
Poi ci fu il treno locale per Sorrento carico di ragazzi bulli al rientro della scuola del pomeriggio, erano aggressivi e violenti, stavano scaricando lo stress accumulato a scuola, i pochi passeggeri presenti tacevano e si spostavano, cosa che abbiamo fatto anche noi.
Ancora, ci fu la volta della stazione ferroviaria dove una donna di colore che a tutti i costi ci voleva lasciare il suo bimbo in fasce per andare a prendere urgentemente qualcosa che devo ancora capire cos’era, mia moglie umanitaria era molto propensa a guardarglielo e stava per prenderlo in braccio, tuttavia io mi alzai subito di scatto dalla sedia e la presi per mano e ci allontanammo incassando dalla donna tutti gli improperi del firmamento, anche quella era una trappola ( un bambino in fasce, lei che andava via, magari poi arrivava il finto padre a farci grane e che avrebbe chiesto soldi per risolvere la contesa), a volte l’intuito ci avvisa e ci evita problemi.
Questa è l’ultima, durante il nostro terzo viaggio, quando dal nostro hotel guardando sotto nella piazza Garibaldi dove si svolgeva il mercato, in particolare una bancarella in cui il gestore di colore si dava da fare in modo simpatico per vendere la sua mercanzia sbraitando per attirare i clienti, dopo un po arrivò un tipo losco di carnagione chiara che lo azzittì minacciandolo con qualcosa che aveva in mano ma in modo nascosto, intuii che il venditore era terrorizzato e pagò 50 € dedussi che era il pagamento del pizzo.
Inoltre i Napoletani vivono su una caldaia alla massima pressione e rovente, il Vesuvio, secondo il parere dei vulcanologi è un vulcano pericoloso se parte il tappo molti saranno cotti vivi.

Mettendo tutto sulla bilancia e traendo le somme dico che Napoli è bellissima, in 3 giorni è stato come se ne avessimo vissuti 30, ci ha riempito pienamente gli occhi ci ha accarezzato la pelle col suo venticello respirato un intenso profuma di mare, i suoi colori danno calma come quelli dell'arcobaleno, mi piace la sua gente simpatica e ospitale anche se non tutti, e mi piacerebbe viverci ma non oggi che i giorni sono malvagi, ma quando ci sarà pace e sicurezza.


   E… di Ab…

martedì 7 luglio 2020

LETTERA APERTA

Il entro leggibile a tutti


Le idee sono come i nuovi
germogli che fioriscono

Lo scopo di queste riflessioni  
 è di esprimere il mio apprezzamento per il nostro Creatore.

Mi sforzo di esporre con logica le mie emozioni e riflessioni  perché credo in un Creatore buono.

Lo faccio perché in me c'è il volere di farlo, mi piace proprio esprimere lodi al mio Dio:
"Dio infatti è colui che, secondo il proprio volere, agisce in voi dandovi sia il desiderio che la forza di agire" Filippesi 2:13

Inoltre è stato profetizzato che sarebbe avvenuto il tempo in cui molte persone avrebbero lodato Dio come servitori. con queste parole:
"Dopo questo verserò il mio spirito su ogni tipo di persona, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi avranno sogni e i vostri giovani vedranno visioni. E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni verserò il mio spirito." Gioele 2:28

Sostengo la mia libertà di parola con 2 situazioni: la prima la visse Geremia quando disse che non poteva contenere ciò che aveva nel cuore ma come un fuoco lo doveva esprimere pubblicamente Geremia 20:9  È seconda la espresse Gesù parlando della semina della parola di Dio, che era l'intero mondo riportata nel vangelo di Matteo 13:38

Alcune cose che scrivo sono difficili a capirsi nel loro vero significato per chi non ha una conoscenza biblica profonda, e poi a molti oggi manca la pazienza di rifletterci su abbastanza per afferrare il significato intrinseco. 

Le circa 400 lettere o storie che aggiorno e rinfresco continuamente, esprimono il mio io interiore che ho messo nero su bianco dal 18 Settembre 2017, e dopo aver compiuto 71 anni.
Lo posso fare, grazie a Geova che mi concede ancora lucidità mentale, dal mio punto di vista, per altri forse no.

So pure che il valore di ciò che si dice vale in proporzione al nome di colui che le dice.

Grazie anche a Google per i mezzi che liberamente e gratuitamente mi lascia usare, e anche allo stato che garantisce per ora, la libertà di parola.
Ribadisco che i miei ragionamenti sono pensieri spirituali.

Mi piace il gioco degli scacchi, e vedo le cose su una scacchiera, cioè interdipendenti.
Le mie riflessioni sono basate sui principi che ho imparato dal libro più antico, più letto, più discusso e più amato che l'uomo abbia mai avuto tra le mani, 'LA BIBBIA '.
Per scrivere le mie storie, non ho bisogno di pensare prima al principio e poi costruirci addosso la storia, ma semplicemente, al mattino presto mi vengono le idee, le scrivo, e poi le applico il principio più adatto, tra i tanti che mi vengono in mente. Per me è una cosa piacevole che faccio con gusto e la ritengo anche utile per chi ci riflette un po' su.

Sono 45 anni che leggo la Bibbia con assiduità, l'ho letta da cima a fondo oltre 20 volte, più una miriade di applicazioni dei vari principi letti sulla 'Torre di Guardia'.
(Se a volte ometto alcune parole di conclusione, è solo perché penso che il lettore le abbia già immaginate prima ancora che io le scriva, così lasciò a voi il piacere di concluderle facendole vostre).

Ritengo che l'altro che legge queste riflessioni, sovente è più intelligente di me, e di gran lunga più istruito di me, ma che comunque non può avere la veduta delle cose dalla mia angolazione.

Se lo ritengo opportuno inserisco parole straniere, anche se so che ad alcuni non piace il mescolamento, tuttavia sento che è il tempo che tutte le lingue si pieghino verso un'unica lingua, quella di Internet, o meglio la lingua dei software ed Hardware.

Espongo i miei avvenimenti passati attraverso la griglia delle esperienze che ho avuto, che sono diversi dai vostri, esponendo riflessioni soggettive, angolazioni che possono generare in colui che le leggono, delle riflessioni sue aggiunte.

Ricordo la pittrice Vegnuti, che creava coi pennelli immortalando dei panorami campestri e floreali che facevano provare, a chi li osservava attentamente, dei sentimenti bellissimi, di amore verso il Creatore del tutto, semplici da capire come lo è la natura, penso che anche con una tastiera di un tablet si possano far provare dei caldi sentimenti verso il nostro Creatore della mente.

In un sistema in cui si può sostenere tutto e il contrario di tutto, possedere delle certezze è stabilizzante e gratificante.

So bene che la mia sintassi lascia un po' a desiderare, ma spero in un lettore comprensivo, che non gli dia troppo peso, ma che percepisca le idee.
Inoltre per avere l'applicazione gratuita di Google, sono costretto a subire l'inserimento di errori da sistema, che devo correggere continuamente .

Come titolo di studio, ho superato i 45 anni di approfondimenti come lettore e studioso biblico, riflettendo continuamente sui suoi principi.

Assolutamente non voglio far inciampare qualcuno, tanto meno sostituirmi a chi ha autorità, neppure pensare di insegnare a chi già sa, perché il concetto insegnato dal saggio Gesù è che:
 'chi è sano non ha bisogno della visita del medico '.
Ma semplicemente, per voi che avete letto qualcosa di ciò che ho scritto, potrebbe darvi qualche spunto a fare nuove riflessioni sul principio applicato.
Ora mi ritrovo con molte idee che desidero esprimere, e che mi sorprendono, anche se semplicemente esprimo ciò che ho imparato.
O come scrivo sullo slogan del blog: " dall'abbondanza del cuore la mente si esprime ".



sabato 4 luglio 2020

L'ALBERO CHE CAMMINA = LE IDEE SU INTERNET

Le idee possono scaturire 
anche in uno spazio ristretto 
come una mansarda
LE IDEE RAGGIUNGONO TRAMITE LA RETE, L'INTERO GLOBO

La comunicazione sulla rete, è meno misteriosa della comunicazione che scaturisce tra la punta di una radice di un albero con il potassio utile per il suo nutrimento.
Le radici non crescono
a binario ma a segmenti
e sempre in direzione
del loro nutrimento.
Che comunicazione 
usano?
Un albero con foglie e radici, comunica tramite le foglie e con la punta delle sue radici, aprendo finestre nelle foglie per far entrare anidride carbonica, come pure con le radici che si indirizzano verso i minerali per assorbirli.
Sono comunicazioni straordinarie, e alcune non ancora spiegate.
Come pure le cellule comunicano con un numero imprecisato di metodi, dentro di loro, tra di loro e fuori di loro.
Sarebbe bello poter bloccare la comunicazione della cellula tumorale, che ha origine da una disfunzione acida o infiammatoria, che costruisce la chiave per entrare nella cellula da predare.

Come fece Hitler o altri dittatori come lui che germogliano (o si infettò) in un ambiente acido, diventando loro stessi una cellula cancerogena per l'umanità .
Si sa che le cause per ogni danno, sono sempre generate da un'infezione dello scambio di comunicazioni.
Pure noi come radici ci espandiamo allungandoci in ogni direzione tramite internet.
Comunichiamo con conoscenti e sconosciuti.
Assaporiamo l'emozione del condividere con internet, speriamo senza provocare irritazioni.
"L’uomo si rallegra quando dà la risposta appropriata,e quant’è buona una parola detta al momento giusto!" Proverbi 15:23
Imitiamo l'albero sano che assorbe solo le sostanze giuste.

martedì 30 giugno 2020

BACI E FULMINE

BACI E FULMINE

 


Ardea del 1951, modificata con un doppio serbatoio

 

Il Totò e il Peppino delle Langhe?

No! L'accostamento è solo per la loro burlesca attitudine alle truffe.

 

Era all'inizio degli anni 50, usciti dalla guerra non so come, senza nessuna voglia di lavorare, sbarcavano il lunario con espedienti truffaldini.


Avveniva nel territorio di Langa.

 

Baci e Fulmine, i loro soprannomi che indicavano le loro caratteristiche, (baci, perché aveva il labbro leporino), e (fulmine per via della sua velocità ad estrarre il coltello, ma anche perché uscì quasi indenne dalla scarica di un vero fulmine).

Non sono riuscito a risalire ai loro veri nomi, forse erano sbandati di guerra.

Molto probabilmente si saranno incrociati col mitico partigiano Johnny.


I vecchi nelle Langhe del dopoguerra, nelle serate invernali quando il sonno non arrivava e la lampadina era meno luminosa di una candela, davanti al caminetto coi tizzoni ardenti e un bicchiere piccolo di vino riempito sovente, raccontavano le loro imprese con un finto disprezzo, mentre si capiva che li ammiravano, ma da starne alla larga.

 

Baci e Fulmine, semi barboni, emarginati e ricercati, molte volte la facevano in barba ai carabinieri che li inseguivano.

Conosciuti come i truffatori burloni di Alba che agivano nel territorio locale.

Alcune loro truffe che sfruttavano l’avidità degli sprovveduti erano geniali e passarono ai racconti popolari, dei langhetti.

 

La truffa più sfruttata fu:

La pasticca che trasformava l’acqua in benzina.

Funzionava così: girando nella langa e adocchiato una casa che prometteva padroni ricchi, toglievano corrente all'accensione in modo che la macchina non andasse più in moto, poi con calma e sicurezza, con la tanica vuota, entravano nel cortile chiedendo per cortesia se gliela riempissero d'acqua.

 

Poi con un modo di fare noncurante, ma con la coda dell'occhio che vedeva tutto, tiravano fuori una grossa pastiglia e la facevano vistosamente sciogliere nell'acqua, spiegando che erano nuove pastiglie americane che trasformavano l'acqua in benzina e che costavano poco, poi la versavano nel secondo serbatoio, davano corrente, e la macchina si metteva in moto.

Se il contadino stupefatto, ma avido gli avesse chiesto quanto costassero, era fatta.

La truffa era riuscita (erano i tempi del dopoguerra, la parola America era sinonimo di salvezza e di scoperte straordinarie).

 

 

Anello con diamante, ma rubato.

A uno dei tanti mercati della zona, dopo aver individuato l'allocco, uno dei due si fingeva il nobile ricco che cercava disperatamente per terra l'anello col diamante costosissimo che aveva perso, dopo aver convinto l'allocco che aveva veramente perso un prezioso anello, andava a chiedere aiuto ai carabinieri (era una mossa finta) nel frattempo subentrava il secondo, con l'anello nel pugno, e disposto a venderglielo per pochi soldi, perché doveva disfarsene subito, perché segnalato e sotto sorveglianza e non poteva aspettare l’arrivo dei carabinieri.

L'avido allocco sovente ci cascava, e lo comprava a un terzo del prezzo, per trovarsi poi, se andava a farlo stimare in una gioielleria, con anello di rame e diamante di vetro.

 

A volte i due si superavano, quando il nobile ricco tornava travestito da carabiniere che con autorità dichiarava di aver visto lo scambio dell'anello rubato e minacciava l’avido di portarlo in carcere, fingeva di abbonirsi proponendogli in alternativa la multa, e naturalmente sequestrava o meglio recuperava il falso anello.

 

La comica stava nel fatto che l’avido paesano, tornava a casa contento per aver evitato la prigione, pagando in alternativa solamente la multa, pur essendo senza anello e senza i soldi dell’acquisto, cosa che assolutamente non diceva alla moglie. 

I vecchi che raccontavano la storia, alla sera davanti al camino, condannavano la truffa, mentre i loro occhi luccicanti che fissavano il fuoco, tradivano il loro dire e approvavano l’ingegno dei due, pensando senza dirlo: ‘meno male che non è toccato a me).

 

Il mazzo di carte preparate in anticipo ad arte dal baro, dove il mazziere gestiva la truffa.

Dopo un vero inizio del gioco d’azzardo, subentrava il truffatore che faceva finta di essere impacciato, dando l’idea di essere lui il pollo, convincendo il terzo, l’allocco da spennare, che era facile vincere, e veniva lasciato vincere un po’, poi cominciava la truffa, uno dei due distraeva per due secondi il malcapitato, con un forte suono, un bicchiere che cadeva, un secco battito di mani, e l'altro sostituiva il mazzo in uso, con quello preparato in anticipo.

Di norma per il pollo era sufficiente l'esaurimento del mazzo per essere spennato, ma se non fosse bastato, dopo alcune giocate genuine, i due avrebbero rifatto il trucco.

 

L'ingenuo pollo tornava a casa ripulito e pensieroso e ammutolito, per la vergogna di essere stato gabbato.

 

L’auto su cui viaggiavano Baci e Fulmine, era senza riscaldamento, d’inverno utilizzavano una piccola stufa a legna, avevano praticato un foro tondo nella capotta della loro macchina Ardea del 51, inserendo poi il tubo della stufa sporgente sopra la capotta di trenta cm. serviva da riscaldamento nelle notti fredde poiché utilizzavano la macchina come il loro hotel.

 

Una notte la stufa accesa surriscaldò e la macchina prese fuoco, per poco non fecero la stessa fine.

 

La loro fine fu poco eroica, furono presi da un appuntato dei carabinieri sveglio che si travestì da prete, e fingendo di abboccare alla loro truffa, (nella truffa dovevano vendere un finto quadro d'autore rubato, come autentico), convinti di aver preso il topo, caddero loro stessi in un appuntamento trappola.

Nella sparatoria, Fulmine fu ucciso e Baci arrestato fu portato in un lontano carcere.

 

Proprio come dice il proverbio:

"Il malvagio sarà preso in trappola dai suoi stessi errori," Proverbi 5:22

 

La beffa era più pesante perché i polli spennati, non solo ci rimettevano i soldi, ma anche la faccia, essendo indicati come creduloni allocchi.

 

La loro fama fini con la fine dei racconti su di loro, dopo pochi anni diventò solo leggenda.

 

Possiamo trarre vantaggio da questa storia imparando da ciò che dichiarò l’apostolo Paolo che conosceva storie simili del suo tempo:

Non saremo più bambini, sballottati dalle onde, per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo di stratagemmi escogitati con astuzia" Efesini 4:14

 

I bambini sono ingenui ci cascano e dimenticano.

Ma quelli truffati ebbero almeno un vantaggio: quello di crescere in fretta e non fidarsi più della loro ingenuità.

Baci e Fulmine, due come Bonnie e Clyde.


Chi vivrà vedrà

Amen = Così sia


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mercoledì 20 maggio 2020

AD UN CARO AMICO CHE PERSEVERA NEL SUO DOLORE

E Lazzaro si svegliò 
Caro fratello M.
Sempre presente nel pensiero, ma ora che SONO PASSATE ALCUNE SETTIMANE DALLA SUA DIPARTITA DESIDERO COMPARTECIPARE AD UN PENSIERO DELLA tua cara Maria, piena di energia, sorridente sempre, con i suoi occhi brillanti che esprimevano sincerità, fede, e semplicità, così la ricordo con affetto, in attesa della sua nuova presenza. 
 Anche se il tempo passa, tuttavia il dolore rimane più intenso per chi gli era più vicino. 
 A te M. che alle tue molteplici qualità spirituali spicca in aggiunta la perseveranza e l'attaccamento, va tutto il mio apprezzamento e affetto per la fede dimostrata. 
 Tua figlia ha dimostrato il medesimo attaccamento e affezzione. 
 Tutta la tua famiglia nel sopportare la sofferenza ha dato lode al nostro comune Dio Geova. 
 Con affetto fraterno ti ribadisco il privilegio che ho di essere tuo amico.
 Ciao Enzo


8abrigo.blogspot.com

En.. di Ab....

lunedì 16 marzo 2020

L'IMPRONTA LASCIATA DA UNA FORTE PERSONALITA'

Quelle durature
sono impresse nel
cemento
UN BEL RICORDO DI UN AMICO A ME CARO
Ora nel sonno temporaneo da oltre 6 anni, ha lasciato un'impronta che aleggia ancora in modo persistente; come un profumo che dura nel tempo.

L'orma classica si può seguire passo passo.

Mi riferisco non all'impronta digitale,
ma all'impronta intellettuale, cioè dare l'impronta all'andamento di una fabbrica, (Agnelli per la Fiat), o per una catena di Boutique (Armani per i suoi atelier), pertanto l'impronta può durare nel tempo, Lui ha lasciato la sua nella comunità di appartenenza, rimanendo gradevole nel tempo.

Il mio amico
 M. con una mente molto brillante e intelligente, è sempre stato un uomo di grande carattere, (prevaleva).
A mia conoscenza non c'era uomo o donna che gli tenesse testa, emergeva sempre. Lui, non aveva l'indole autoritaria, non alzava mai la voce, anche se aveva sempre ragione, semplicemente perché pensava prima di parlare, e si esprimeva solo quando aveva la certezza di ciò che diceva.
È riuscito a far mangiare i molluschi di mare, (non per averla vinta, e neppure per scommessa, ma per fargli provare un piatto prelibato, preparato con tanta cura, e che doveva provare) a un suo ospite che li ha sempre odiati e continua a odiarli, ora di più perché ne è ancora risentito, pensando di essere stato manipolato.
Prestava molta attenzione all'ospite, facendolo sentire importante.

Una sua grande qualità, come si deduce facilmente, era l'ospitalità, (interessandosi in particolare a quelli di maggior grado), la sua non era un'ospitalità di ricambio, ma di altissima qualità, dava all'ospite più importante sempre il meglio e ciò che l'ospite avrebbe gradito di più, per così dire studiava l'ospite per poterlo accontentare.

Va detto che il merito maggiore in relazione all'ospitalità, va alla moglie, sempre disponibile a collaborare.
M. sapeva insegnare cose profonde con facilità.
Come molti altri anch'io ho imparato molto da lui, sia direttamente dalle cose positive che, molto meno, indirettamente.
Aveva anche il dono di saper leggere i caratteri delle persone.
Davanti a una personalità complicata, aveva i suoi metodi per capirla, la metteva alle strette con ragionamenti al limite, (non che lui la pensasse così, ma per vedere te come la pensavi, e come avresti reagito), ragionamenti tipo: "Carlo sta facendo una raccolta per comprare la macchina a Giuseppe, (o un biglietto aereo per gli ospiti, oppure un pranzo in un ristorante di grido), ha bisogno di una mano perché fa volontariato e non ha entrate."
Cosa ne pensi tu? Lo aiutiamo?""
Ora avevo io la patata bollente che mi ha lanciato in mano.

La mente mi girava velocissima, vari principi affioravano e al primo impatto cozzavano tra loro, e sono: 'non sappia la destra ciò che fa la sinistra, cioè la contribuzione deve essere anonima' - 'aiuta il tuo prossimo nel bisogno e sii generoso' - 'ascolta chi ha autorità su di tè - 'non fare collette' ecc. 
Pensavo: anch'io ho la macchina vecchia da cambiare, ma non è ora un argomento da tirare in ballo, (io mi accontento della pizza), ma rimanevano pensieri mentali solo miei.
Lui mi stava guardando e si aspettava una risposta, il tentennamento veniva percepito come avarizia e pensavo di venire bollato come tirchio. 
Che fare? 
Devo rispondere.
Ma anch'io avevo un metodo, che sono i gemiti inespressi, ah, eh, em, oh, ee, be, e simili, [per alcuni potrei passare per 'l'uomo gomma'].
Il dilemma era, o sostenevo la sua idea, quindi approvavo, oppure seguivo la mia coscienza e gli davo contro, ma qualunque azione compissi venivo analizzato, e pesato.
Devo dire tuttavia che Lui usava questo approccio, per far capire un principio e dare una svolta al mio pensiero, che in quel momento era diverso dal suo.
Il suo studio di te si basava dunque su quanto sei disposto ad andare contro la tua coscienza.
Sei una persona coerente e di principi, oppure sei una foglia al vento che liscia il pelo per venirne fuori?
Sei una persona malleabile e di buona pasta, o sei rigido?
Sei una persona integra e solida di carattere, o sei molle e viscido?

Ne uscivo sempre un po' scombussolato.
Questa sua capacità di mettere a nudo il carattere degli altri non era gradito a tutti, specialmente a quelli non semplici, che avevano pensieri radicati.

Era molto amato dai famigliari e dagli amici, ne aveva tanti amici, comunque va da se che ad alcuni era antipatico, qualche volta, anche se raramente, pure a me.

Era anche un ottimo organizzatore, è riuscito a far preparare un pranzo, con un servizio e pietanze a 5*stelle, in un cantiere per + di 50 invitati, compresi i vertici dell'organizzazione.

Dopo questi anni, di Lui esiste ancora un ricordo vivo, che aleggia fra chi l'ha conosciuto, il suo esempio, i suoi metodi, il suo fare, molti di coloro che l'hanno praticato ne seguono ancora l'impronta.
Chi lo ricorda può avere una doppia sensazione; dal provare compartecipazione, oppure voltare pagina.

Ora, se un semplice uomo può avere una tale impronta o influenza o impatto sugli altri, tanto più il figlio di Dio, Gesù, il più grande insegnante.
Dopo 2000 anni la sua impronta sui suoi amici non si è affievolita, anzi è cresciuta a tal punto da riempire l'intera terra.

Possiamo affermare che l'impronta lasciata da Gesù non ha uguali.
L'impronta da essere piccola ad essere grande, conferma che c'è sempre qualcuno che si ricorda di te e parla di te, e hai un posto.
 Ci fa riflettere la scrittura di : Giovanni 17:3
Questo significa vita eterna: che conoscano te, (o l'impronta) del solo vero Dio, (e l'impronta) di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo

Avere il ricordo di un caro amico è una cosa bellissima e molto importante, e comprendiamo anche che seguire l'impronta di Dio e di Gesù paga niente meno che con la vita eterna in un paradiso terrestre.
In quel paradiso, nel caso che io ci fossi ci sarà anche lui il mio amico che ora dorme ed è solo un ricordo, sarà presente, perché sarà risorto.


En.. di Ab....